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CampUp - come trasformare la tua auto in Camper - Corriere della Sera

Intervista ad Eugenia e Nicola di CampUp - Corriere della Sera


Una start-up italiana aiuta a «camperizzare» la propria vettura, senza neppure doversi spostare da casa. La svolta per viaggiare liberamente, senza vincoli e abbattendo i costi.


Auto camperizzata con CampUp e tramonto sul mare all'Argentario, Toscana
Auto camperizzata - Argentario

Spazi aperti, niente assembramenti e la possibilità di viaggiare in autonomia. Per coniugare al meglio il desiderio di prendersi una vacanza, in tutte le stagioni, con la necessità di evitare situazioni che possano mettere a rischio la propria salute, una possibile soluzione è il camper. Un’alternativa allettante, se non fosse per i costi proibitivi che la rendono una scelta d’élite, un investimento che in pochi possono permettersi. La pensavano così anche Eugenia Cigarini e Nicola Marchi, fondatori di CampUp, start-up che trasforma le auto in camper su misura. Un’ avventura cominciata in Australia, durante un viaggio a bordo di un minivan, e concretizzatasi in un progetto che è decollato con l’inizio della pandemia.


«Causa Covid siamo dovuti rientrare nel marzo 2020 ed è stato proprio durante la quarantena che è nata l’idea: ci serviva un mezzo per continuare a viaggiare rispettando i nuovi limiti imposti dal virus, possibilmente senza spendere un patrimonio».

Primo piano con Eugenia, Nicola e Zen il cucciolo di cane adottato in Sicilia
Eugenia Nicola e Zen

Opel Mokka camperizzato da Eugenia e Nicola. Piattaforma sopra il tetto auto con tenda 2seconds Quechua. La macchina è immersa in una foresta di pini sul Monte Etna.
CampUp - auto camperizzata

Come funziona


Dopo aver camperizzato la loro Opel-Mokka, Eugenia e Nicola condividono sui social e sul loro canale Youtube la loro esperienza e ricevono numerose domande da parte di non esperti del settore che, allo stesso modo, avevano voglia di costruirsi il proprio camper. A quel punto Eugenia e Nicola trasformano un sogno personale in una prospettiva lavorativa, dedicandosi completamente a CampUp. Per i clienti della start-up camperizzare un’auto si rivela essere un processo tutt’altro che complicato:

il primo passo è una valutazione preliminare, una consulenza che avviene a distanza, via Skype, attraverso la quale i clienti esprimono esigenze e desideri, budget e gusti.

Da lì la start-up lavora a una bozza di quello che sarà il risultato finale, si propongono diversi tipi di camperizzazione: interna, esterna o un insieme delle due. Poi c’è la scelta dei materiali da utilizzare, da lavorare secondo le indicazioni del gruppo CampUp, nel rispetto delle capacità e della manualità del cliente che potrà porsi degli obbiettivi compatibili con la propria esperienza.


Camperizzazione interna per Ford Tourneo Connect

dettaglio lavandino - kit camperizzazione interna








Estrema personalizzazione


Sebbene le dimensioni della vettura, per esempio, incidano su ciò che sarà possibile realizzare, i servizi installabili sono numerosi: la zona notte con tenda da tetto o letto interno (fino a quattro persone), un piano cucina da posizionare nel baule auto oppure incorporato alla struttura del letto, estraibile all’occorrenza e poi servizi igienici (lavandino, doccia estraibile, wc chimico) e un impianto elettrico fotovoltaico per poter muoversi riducendo il più possibile l’impatto ambientale. Fondamentale, infatti, per i fondatori di CampUp è mantenere un approccio sostenibile alla mobilità, come loro stesso spiegano:

«Ci siamo inventati questo mestiere perché siamo convinti che solo vivendo la natura la si possa rispettare ed amare».

La fase finale è quella della trasformazione vera e propria, in cui sarà il cliente a sporcarsi le mani con l’aiuto, a distanza, del team CampUp. Da qui inizia l’esperienza on the road, priva dei cavilli burocratici che potrebbero scoraggiare un potenziale camperista, per il timore di possibili sanzioni. Eugenia e Nicola infatti aggiungono che:

«non è necessario nessun adempimento burocratico in quanto tutti i progetti sono rimovibili senza l’utilizzo di attrezzi. Questo permette di ripristinare l’auto in meno di dieci minuti e non comporta omologazioni. L’unico vincolo per chi vuole realizzare un piano tenda è l’acquisto di barre portatutto omologate».

Il risultato è un camper autoprodotto, low cost rispetto agli originali e costruito in totale comodità, senza muoversi da casa.


Articolo di Maria Cristina Odierna: https://www.corriere.it/motori/21_agosto_23/viaggi-on-the-road-come-trasformare-tua-auto-camper-un-clic-892d135e-03f0-11ec-8839-6d407abf089f.shtml?refresh_ce

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